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| Petizione APPELLO A TUTTI I PARLAMENTARI ELETTI NELLE REGIONI MERIDIONALI IN OPPOSIZIONE ALLA LEGGE SULLE INTERCETTAZIONI
Amici, sicuramente avrete sentito parlare del ddl sulle intercettazioni che il Governo intende varare. Se questo disegno di legge passasse, la criminalità organizzata verrebbe favorita enormemente, e tutti gli sforzi che le nostre forze dell'ordine hanno profuso nella cattura di molti latitanti e di gente corrotta a vari livelli verrebbero vanificati. Il Meridione non avrebbe più scampo e non uscirebbe più da questa situazione di ritardo e di malessere che noi tutti meritiamo in quanto italiani. Firmate l'appello ai parlamentari eletti nel Sud Italia e mettiamoli di fronte alle loro responsabilità, dato che sono stati eletti da noi e devono fare i nostri interessi, non quelli della Lega Nord e del Presidente del Consiglio. Grazie maggiori informazioni ... |
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| Intervento Comitato Politico Nazionale PRC

Intervento Comitato Politico Nazionale PRC
17/18 Luglio 2010
Gualtiero Alunni
Voglio aprire questo mio intervento ricordando la gloriosa resistenza degli operai di Pomigliano e denunciare la repressione politica della Fiat con i licenziamenti a Mirafiori e a Melfi. A questi lavoratori e a tutta la classe operaia va la nostra solidarietà e il nostro incondizionato sostegno fattivo, politico e morale. Devo dire però che sono rimasto stupito quando il segretario ha dichiarato: “il voto di Pomigliano è giunto inaspettato”. Tutto ciò denota che si sottovaluta la dose di coscienza di classe operaia e si è marginali dal contesto dello scontro con la borghesia.
Le lotte ci sono, ma non dialogano, per questo va costruita una piattaforma organica che ne rafforzi le prospettive immediate e costituisca per i comunisti un laboratorio di accumulazione dal quale ripartire per ricostruire la connessione organica con i settori della classe (lavoratori italiani e immigrati, movimenti per l’ambiente e contro la guerra, studenti, lotta per la casa e contro la precarietà, ecc…).
Senza una piattaforma di lotta e un progetto di ricomposizione non si può determinareun passaggio verso la riconquista di un’autonomia politica, di indipendenza e di prospettiva da parte dei comunisti, ma si verrebbe risucchiati ancora dall’opportunismo, dall’elettoralismo e dal governismo.
La Segreteria naz.le del PRC, in forme contraddittorie e diversificate, continua a parlare di formule e alleantismo: Federazione della Sinistra, appelli spuri come “Sinistra Unita”, coalizione democratica non governativa con il PD (neodesistenza). maggiori informazioni ... |
| Beata incoscienza e un bel po' di furbizia nell'appello "alla sinistra"
In questi giorni sta circolando un appello con un titolo impegnativo: "La sinistra torni a giocare un ruolo importante nella politica italiana". E' un appello sottoscritto - a quanto dichiarano i firmatari
- da "donne e uomini di sinistra che hanno preso parte alle tormentate vicissitudini culminate nella disfatta del 2008. Oggi, nella diaspora della sinistra italiana, facciamo riferimento a organizzazioni e movimenti diversi. Alcuni di noi svolgono ruoli dirigenti in partiti o associazioni, altri - dismessa la militanza attiva - contribuiscono in altre forme alla battaglia politica o vi partecipano da semplici cittadini, con immutata passione".
L'appello avanza una disamina giustamente preoccupata della situazione italiana dentro la crisi e alla luce delle misure antipopolari adottate dal governo. Colpisce però che a fronte di tale disamina, l'unica battaglia tra le tante possibili su cui i firmatari affermano di convergere è "quella, cruciale, per il rilancio del sistema elettorale proporzionale per tutte le assemblee elettive, a cominciare dal Parlamento nazionale".
La sproporzione tra la premessa dell'appello e la sua conclusione balza immediatamente agli occhi anche dei più bendisposti, anzi è ancora più evidente per coloro che da anni sostengono come occorresse impugnare con forza la battaglia politica e di massa nel paese per il ripristino dell'unico sistema elettorale rappresentativo ossia il sistema proporzionale. Non solo, la stragrande maggioranza dei firmatari osteggiò e, nel settembre del 2005, contribuì a fare il vuoto intorno all'appello lanciato da "Sinistra per il proporzionale" (vedi che chiedeva non solo di mettersi di traverso contro la "porcata" elaborata da Calderoli ma anche contro il "mattarellum" chiedendo di abrogare lo sbarramento del 4% che ostacolava la possibilità di rappresentanza politica/istituzionale per diversi settori politici e sociali nel paese. Ma all'epoca i partiti della sinistra in cui militavano o militano tuttora gran parte dei firmatari si sentivano forti nei numeri e disponibili a tutto per realizzare l'alleanza di governo con quello che oggi è il PD, un partito maggioritario "per vocazione" e che ha lavorato e lavora proprio per la liquidazione politica della sinistra in Italia.
Colpisce inoltre la "beata incoscienza" con cui diversi firmatari riconoscendo il loro background nella storia della sinistra italiana, continuano a rimuoverne le proprie immense responsabilità nella sua crisi e disfatta politica. Insomma, siccome "la storia non è acqua", c'è veramente da disperarsi davanti a quella che un buona dose di benevolenza possiamo definire ostinazione, rimozione del problema, incoscienza politica..e un buona dose di furbizia.
A voler prendere sul serio questo appello, è difficile non porre nero su bianco alcune domande ai suoi firmatari.
1) Parlando di precarietà ed Europa liberista, dovremmo dimenticare chi ha votato a favore del Pacchetto Treu, del Trattato di Amsterdam (nel primo governo Prodi) o del Protocollo del 26 luglio (secondo governo Prodi)?
2) Sulla partecipazione dell'Italia alla guerra in Afghanistan, chi ha dato ripetutamente i voti al governo per poter continuare la missione militare in quel paese? E' vero, alcuni fatto autocritica, ma è impensabile ritenere che un colpo di spugna sia sufficiente per far finta di niente;
3) Sulla questione sindacale, come è pensabile di convivere in eterno con la contraddizione di avere nello stesso percorso sia chi sta con a maggioranza della Cgil sia chi vi si oppone?
4) Non sarebbe il caso di chiedere ai consiglieri di amministrazione dei partiti della sinistra di dimettersi dall'ARIN Spa a Napoli come chiedono pubblicamente quei movimenti popolari per l'acqua pubblica che pure nell'appello si citano come esperienza decisiva?
5) I firmatari dell'appello pensano già che alle elezioni comunali del prossimo anno la sinistra dovrebbe allearsi con il PD riperpetrando così quel meccanismo di subalternità che ha portato alla crisi della sinistra stessa?
Concordiamo che la battaglia per il ripristino del sistema proporzionale entri nell'agenda politica del conflitto nel nostro paese, ma riteniamo che la questione della rappresentanza politica e della funzione di una sinistra anticapitalista nel nostro paese debba avere come presupposto fondativo l'indipendenza politica della sinistra dal PD e l'organizzazione dei settori popolari, ma è proprio di questo che non c'è alcuna traccia nell'appello in questione.
* Diego Negri, Michele Franco (Rete dei Comunisti di Bologna e Napoli)http://www.riforme.info/l-elettorale/doc/17-la-sinistra-per-proporzionale ) |
| FIANO (PD), PROMESSE PULCINELLA A POLIZIOTTI E MILITARI
Roma, 15 lug. - (Adnkronos) - ''Come al solito, le promesse fatte dal governo a poliziotti e militari di modifica della manovra economica a loro favore erano promesse di pulcinella. Nel testo approvato dalla maggioranza col voto di fiducia rimane come punto di riferimento per i prossimi anni il reddito lordo del 2010 per le forze di polizia, con la mancata copertura quindi di straordinari e indennita' accessorie. In piu', gli operatori di polizia gia' in vacanza contrattuale da tre anni avranno con questa manovra altri tre anni di blocco dei contratti''. Lo sottolinea in una nota Emanuele Fiano, presidente del forum Sicurezza del Pd.
''Dunque -continua Fiano- il testo di legge e' diverso dalle parole spese dai ministri La Russa e Maroni e la tanto sbandierata sicurezza del Paese, usata come specchietto delle allodole per le campagne elettorali, dovra' fare i conti nei prossimi anni con le tasche vuote di poliziotti e militari''. |
| Bersani su Chavez e l’Italia ha perso una occasione per tacere
Bersani su Chavez e l’Italia ha perso una occasione per tacere
Il segretario del PD, Bersani ha perso una buona occasione per tacere. Il leader di una opposizione fantasma, parlando dell'eventuale fine del governo Berlusconi, ha dichiarato che non vorrebbe che al suo posto venisse fuori un Chavez.
Farebbe bene Bersani a ricordare che Ugo Chavez Frias è il Presidente di una Repubblica a democrazia popolare e partecipativa che negli ultimi 11 anni, anche attraverso ripetute verifiche elettorali e referendarie, ha cambiato la storia del suo paese il Venezuela e dell'America Latina.
Con la Presidenza di Ugo Chavez si sta eliminando l'analfabetismo ( il Venezuela è il secondo paese in America Latina dopo Cuba per accesso al sistema educativo), ha introdotto il sistema sanitario gratuito per tutti, si è ridotta la povertà, ha aumentato del 40% i salari e gli stipendi base, con significativi aumenti delle pensioni, ha nazionalizzato moltissime imprese strategiche per l'economia del paese e dellintera regione latino-americana.
Il Venezuela è il paese che ha dato maggiore impulso, insieme a Cuba, alla creazione e al rafforzamento dell'ALBA, un alleanza dei popoli di quella che con orgoglio viene definita Nuestra America , che oggi si contrappone sul piano economico, finanziario e culturale ai dettami degli imperialismi USA e UE e alle regole di strozzinaggio del FMI e della Banca Mondiale.
Quando arriverà il momento in cui la cosiddetta politica italiana finirà di guardare solo alle compatibilità con il profitto di impresa e comincerà finalmente a dare risposte ai bisogni dei ceti popolari e dei lavoratori in termini di democrazia economica e politica ?
Il Sig. Bersani farebbe bene a guardare ai processi del socialismo del e nel XXI secolo in corso in Venezuela, Bolivia, Cuba e in tanti altri paesi latino-americani, senza ricadere nellantico vizio della sinistra eurocentrica e neo-colonialista. Bersani deve rassegnarsi al fatto che oggi il cuore progressista del mondo batte in America Latina e non in Europa dove, al contrario, prevalgono le forze conservatrici e reazionarie agevolate dalla totale subalternità dei partiti come il PD.
Roma, 7 luglio 2010
La Rete dei Comunisti La redazione di Nuestra America |
| Report Primo incontro giovanicomunistiuniti 
Report Primo incontro giovanicomunistiuniti.
Sabato 26 giugno a Roma nella sede dell’ex Rdb in via Giolitti 231 si è tenuto un primo momento di confronto tra i giovani firmatari dell’Appello Comunisti Uniti 2.0. Erano presenti membri delle giovanili di Prc e Pdci provenienti da varie regioni d’Italia come Veneto, Toscana e Lazio, e altri compagni che in passato hanno avuto tessere di questi due Partiti, così come compagni che non hanno mai avuto un’esperienza all’interno dei partiti esistenti. Compagni del Prc e Pdci e della diaspora, dunque, acccumunati dall’esperienza dell’Appello e uniti nella necessità di rappresentare anche a livello giovanile il bisogno della ricostruzione di un’organizzazione di classe utile ai giovani e a tutti i lavoratori.
Hanno inoltre ritenuto di intervenire all’incontro compagni rappresentanti delle giovanili del Prc e del Pdci ai massimi livelli, con la presenza e l’intervento del compagno Simone Oggionni, coordinatore nazionale dei Giovani Comunisti. Per la giovanile romana gc era presente il compagno Danilo Borrelli. Per la Fgci, della segreteria nazionale, è intervenuto il compagno veneto Alessandro Squizzato. Della Fgci romana è intervenuto il compagno Andrea Urbani. Erano presenti in tutto 16 compagni.
Non hanno potuto essere presenti altri compagni di Rifondazione comunista delle Marche, della Fgci toscana, e compagni del circolo estero spagnolo di Rifondazione Comunista, ma che ci hanno inviato interventi scritti di sostegno all’iniziativa. maggiori informazioni ... |
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| COMUNICATO STAMPA DELL'ASSEMBLEA DEL CPS DEL 15 LUGLIO Il 15 luglio, nel corso del sit-in indetto dal CPS a P.zza Montecitorio, una delegazione di insegnanti precari, studenti, genitori e personale ata, ha incontrato il presidente della Commissione Cultura della Camera, per denunciare la grave situazione di disagio creatasi nella scuola in seguito ai tagli e per esprimere la propria contrarietà al progetto diistituzione di albi regionali e concorsi per reti di scuole per gestire il reclutamento.
Nel pomeriggio l'assemblea del CPS, riunitasi al Liceo Visconti dopo il sit-in, all'unanimità chiede a tutte quelle sigle sindacali che in questo momento si stanno mobilitando contro i provvedimenti governativi di indire nel primo periodo dell'anno scolastico uno sciopero generale unitario e afferma di non essere disposta ad accettare iniziative frammentate e quindi inefficaci: per questo si propone di ricercare un'unità di azione con tutte quelle categorie di lavoratori, a partire da quelli della conoscenza, che in questo periodo di crisi subiscono l'attacco del governo e del padronato.
Si propone inoltre di fare in modo che le assegnazioni di cattedre a settembre si svolgano nel rispetto della legalità e della trasparenza e, a questo scopo, si propone di organizzare delle commissioni di osservazione delle convocazioni; sempre nel mese di settembre, sipropone di organizzare iniziative di mobilitazione a livello nazionale,affinché il prossimo anno scolastico inizi con una forte presa di coscienza da parte di tutta l'opinione pubblica di ciò che sta avvenendo nella scuola pubblica.
L'assemblea si dichiara infine contraria alla proroga del cosiddetto "salvaprecari" per il prossimo anno scolastico, e pronta a battersi contro i progetti regionali che sfruttano gli insegnanti dequalificandoli e sottraendo loro diritti stabiliti dalla legge e dal contratto nazionale.
Il Coordinamento Precari Scuola |
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| VITTIME DI STATO, QUALE GIUSTIZIA ?

Comitato Piazza Carlo Giuliani o.n.l.u.s.
Genova Luglio 2010
Sala Incontri Palazzo della Regione
Piazza De Ferrari
Sabato 17 ore 10,30 maggiori informazioni ... |
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| COMITATO NO CORRIDOIO ROMA - LATINA
COMUNICATO STAMPA
Dichiarazioni di Gualtiero Alunni Portavoce del Comitato No Corridoio Roma-Latina
Oggetto:
Autostrada Roma-Latina : Impregilo comanda, la Polverini e Matteoli obbediscono!
Come abbiamo sempre denunciato, oggi sono scesi in campo, mettendoci la faccia, i poteri forti. Il 30 Giugno 2010 sul “Sole 24 ore” venivano pubblicate ben due pagine sulla Roma-Latina. La cordata Impregilo, Pizzarotti e 12 imprese laziali capitanate dall’Acer ( Ass.ne Costruttori Edili Romani) imponeva una spallata per sbloccare l’iter, in particolare i fondi del CIPE. Detto e fatto. La presidente Polverini in occasione della riunione preparatoria della seduta del CIPE del 22 Luglio si faceva ricevere e nell’esito della stessa veniva recepita la cosidetta informativa del ministro Matteoli. Dalle dichiarazioni succedutesi sembra che ci sia un impegno di convocare a breve una nuova seduta del CIPE che approvi la messa a disposizione delle risorse economiche a carico della collettività (40%). Ieri Marrazzo per ammorbidirne l’impatto devastante chiamava l’autostrada “Super Pontina”, nel solco del suo predecessore la Polverini la chiama “Nuova Pontina”, ma nulla di più falso e propagandistico: saranno 53 Km di opere pesanti di cui oltre il 50% fuori dall’attuale area di sedime della Pontina e la parte che vi si sovrapporrà, verrà smantellata e ricostruita perché non conforme alle norme autostradali. Ma dove vanno a prendere le risorse pubbliche questi solerti amministratori? Tutte dalle tasche dei cittadini! Difatti i poveri pendolari pagheranno quattro volte: fondi comunitari, nuovi pedaggi autostradali, 359 mln di euro già a disposizione dello Stato e i pedaggi sull’autostrada RM-LT. Con l’apertura del centro commerciale Euroma2 (+ 4.000 auto private), con la costruzione di Cinecittà Word a Castel Romano (tre mln di turisti l’anno preventivati) con l’eventuale innesto sulla Roma-Fiumicino (+ centinaia di TIR e auto private dal sud e nord Italia) i pendolari che sono attualmente il 70% del traffico pontino, verranno definitivamente immobilizzati e le file di oltre 30 km che proprio in questi giorni, per l’ennesima volta, si sono determinate, saranno la normalità quotidiana ! maggiori informazioni ... |
| RESOCONTO ASSEMBLEA AUTOCONVOCATA ROMANA 23 GIUGNO 2010
RESOCONTO ASSEMBLEA AUTOCONVOCATA ROMANA 23 GIUGNO 2010
c/o SALA RIUNIONI VIA GALILEI 53
Il 23 giugno si è svolta l’assemblea autoconvocata romana, sulla base di un appello condiviso e sottoscritto da oltre un centinaio di Rsa, Rsu, Rls, comitati di lavoratrici e lavoratori combattivi-e.
L’assemblea che è stata effettuata presso i locali di via Galilei 53 al centro della città, ha visto una buona partecipazione, sala piena e un livello medio alto della discussione.
Nella presidenza designata per l’occasione, lavoratrici del settore delle telecomunicazioni, della ex Eutelia, dei precari della scuola, del coordinamento cooperative sociali ed enti del terzo settore, alcune delle situazioni in mobilitazione in città che forniscono una fotografia anche se parziale del livello di resistenza alla crisi e delle forme di mobilitazione a Roma.
Si sono succeduti molti interventi, dopo una prima parte dedicata a fornire informazioni su cosa sta succedendo in una azienda del Comune di Roma , la Zètema Progetto Cultura, il cui testo di contratto decentrato integrativo ricorda alcuni aspetti di quello che a POMIGLIANO D’ARCO ha visto pur nella sconfitta elettorale al referendum, una forte opposizione operaia.
E’ stato poi ricordato che vi è stata una presenza dei firmatari dell’appello che ha organizzato questa assemblea, al presidio che si è svolto nei giorni precedenti a Roma, in solidarietà con la lotta a Pomigliano, presso la concessionaria e sede locale della FIAT a Roma.
Sono intervenuti diversi lavoratori del settore delle telecomunicazioni, di cooperative sociali, di aziende speciali comunali, della scuola, del settore delle manutenzioni e degli appalti (SIRTI), dell’ISPESL (uno degli enti sottoposto alla mannaia della manovra correttiva governativa), un operaio della Fiat di Cassino, che hanno illustrato le misure antioperaie con il corollario di ristrutturazioni e licenziamento, esponenti della rete 28 aprile, un Rsu del Comune di Roma che ha esposto alcune linee di indirizzo del Comune di Roma sul bilancio, altri delegati e delegate di posti di lavoro che hanno fornito il loro prezioso contributo in termini di informazione sulle loro situazioni lavorative e di chiarimento sulla funzione ruolo che dovrebbe svolgere un proseguimento del percorso autoconvocato a Roma, riprendendo quello iniziato a gennaio del 2010 con una partecipata riunione nazionale e le analoghe esperienze che si stanno sviluppando in altre parti d’Italia. Un dibattito interessante, nel quale molti degli interventi hanno espresso la necessità di mettere in piedi al di là di assemblee pubbliche, un collegamento stabile tra le lotte che si sviluppano nella città di Roma, nonché un coordinamento che sia autoconvocato e dal basso, partecipato e non schiavo delle burocrazie e dei limiti che ancora scontano le organizzazioni sindacali, anche le più combattive aree del sindacalismo di base e autorganizzato.
Un coordinamento che sappia inoltre essere solidale e a sostegno con la miriade di vertenze e mobilitazioni di lavoratrici e lavoratori spesso scollegate tra loro e in settori differenti, accomunati però dalla materiale condizione di vita e di sfruttamento e dalla volontà di resistere agli effetti devastanti della crisi, che i padroni, i banchieri e gli speculatori stanno facendo pagare alle classi lavoratrici e alle loro famiglie.
Al termine dell’assemblea, sono stati approvati degli ordini del giorno, a sostegno delle operaie e operai di Pomigliano d’Arco, dei lavoratori e lavoratrici della Ex Eutelia e delle altre aziende in crisi nel settore delle telecomunicazioni, dando indicazione sia per la partecipazione allo sciopero nazionale del 25 giugno proclamato dalla Cgil, dalla Cub e dalla Usi Ait, con l’invio di una delegazione il 25 giugno a POMIGLIANO a sostegno della Fiom e degli operai/operaie che hanno saputo dire di no al referendum nonostante le pressioni ricevute, il sostegno alle mobilitazioni di operatori e operatrici sociali in lotta, che il 1° Luglio effettueranno un presidio all’Assessorato alle Politiche sociali e al Dipartimento V del Comune di Roma, dando poi l’appuntamento per essere presenti alle manifestazioni che si stanno mettendo in cantiere per il 15 luglio, a partire dal presidio del settore della scuola a Montecitorio, promosso a livello nazionale dai precari della scuola e rivolto a tutte le componenti che nel settore dell’istruzione pubblica si stanno battendo contro gli effetti della riforma Gelmini e della crisi applicata alla scuola e alla ricerca.
L’assemblea ha dato poi vita alla costituzione del COORDINAMENTO LAVORATRICI E LAVORATORI AUTOCONVOCATO di Roma contro la crisi, che ha stabilito la sua prima riunione per il 6 luglio, come momento di bilancio del lavoro dell’assemblea autoconvocata e per organizzare dal basso le future iniziative in città, oltre alla presenza organizzata con proprio striscione e volantini alle prossime iniziative di mobilitazione. Per settembre è in corso di organizzazione, una iniziativa promossa dal neonato COORDINAMENTO, presso la sede dell’Unione Europea, per rilanciare il percorso di mobilitazione a livello internazionale con manifestazioni e marce dei sindacati alternativi e conflittuali europei a Bruxelles |
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| VIGILI FUOCO. MINUTO A SIRENE SPIEGATE IN SEGNO DI PROTESTA
OGGI DURANTE LO SCIOPERO DI 4 ORE CONTRO MANOVRA E PER CONTRATTO
(DIRE) Bologna, 20 lug. - Un minuto a sirene spiegate per richiamare l'attenzione sui loro problemi. E' l'originale forma di protesta che i Vigili del fuoco, "per la prima volta", hanno messo in atto oggi a bordo dei loro automezzi nell'ambito dello sciopero nazionale di quattro ore. Alle 11 "in tutte le sedi di servizio", per un minuto, sono state accese le sirene degli automezzi. Contemporaneamente, Cgil, Cisl, Uil, chiedevano ai cittadini di fermarsi "e farci sentire il vostro affetto con un applauso che dedicherete a chi quotidianamente assicura la vostra sicurezza". E qualcuno ha fatto sapere ai sindacati di aver aderito a questo appello. Quanto allo sciopero, in Emilia-Romagna l'adesione dei pompieri oscilla fra l'85% e il 95%, fa sapere Massimo Frabetti, della segreteria regionale della Fns-Cisl; lui oggi era in servizio alla centrale dei Vigili del fuoco di Bologna e conferma che anche da li' si e' alzato alto il suo delle sirene.
Al centro della vertenza c'e' il nodo del contratto 2008-2009, scaduto da circa 30 mesi con il rinnovo che, "a causa delle scarse ed inadeguate risorse economiche messe a disposizione ancora non vede luce", recita un volantino sindacale rivolto alla cittadinanza. Inoltre, la manovra del governo "limita la vostra sicurezza eliminando la prevenzione degli incendi", prevede "ulteriori tagli al bilancio dei Vigili del fuoco con il rischio che nei prossimi mesi sara' messa a rischio la vostra sicurezza ed i mezzi di soccorso rimarranno nelle autorimesse per assenza di carburante".
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| DOMANI PROTESTA SINDACATI POLIZIA A MONTECITORIO
'SE NON CAMBIA, GOVERNO CELEBRA MORTE SICUREZZA E DIFESA ITALIA'
(ANSA) - ROMA, 20 LUG - Se non cambia la manovra, ''il Governo celebrera' la morte della sicurezza e della difesa del nostro Paese''. Con questo slogan domani mattina davanti Montecitorio sindacati di polizia, vigili del fuoco, corpoforestale, Cocer Guardia finanza ed Aeronautica ''manifesteranno la rabbia e l'indignazione di oltre 452mila uomini e donne che quotidianamente garantiscono la sicurezza e la difesa del nostro Paese, anche sacrificando la propria vita''.
Il governo, spiegano i sindacati, ''continua ad essere sordo alle reali esigenze di sicurezza e di difesa dei cittadini e del Paese, mentre continua con una politica dello 'stop and go' senza, pero', concretizzare in norma le risposte che la sicurezza e la difesa attendono da tempo'. A questo, continuano, ''si aggiungono le mortificazioni inaccettabili alla grandissima professionalita' degli uomini e delle donne del Comparto che, sino ad oggi, per consentire il funzionamento della sicurezza, l'arresto dei latitanti, l'espulsione dei clandestini criminali,
la vigilanza e le traduzioni di pericolosi detenuti, la vigilanza ambientale, il contrasto agli incendi ed il soccorso pubblico alle popolazioni nelle calamita' naturali come il terremoto dell'Aquila, hanno anticipato di tasca loro i soldi per poter effettuare e portare a compimento questi servizi''.
Domani, concludono le organizzazioni, ''lanceremo l'ultimo appello ai rappresentanti del popolo che siedono alla Camera affinche' decidano in rappresentanza dei cittadini e non dei capi dei partiti, evitando l'eutanasia della sicurezza''. (ANSA). |
| RESOCONTO MANIFESTAZIONI 15 LUGLIO MONTECITORIO E CAMPIDOGLIO
RESOCONTO MANIFESTAZIONI 15 LUGLIO MONTECITORIO E CAMPIDOGLIO
A cura dell’Unione Sindacale Italiana Usi Ait usiait1@virgilio.it
ORE 10 – 13 PIAZZA MONTECITORIO PRESIDIO SIT IN promosso da Coordinamenti Precari Scuola, con delegazioni nazionali, con adesione e partecipazione di delegazioni dei sindacati FLC CGIL, Usb, Gilda, Cib - Unicobas, USI AIT, Cobas, coordinamenti e reti studentesche, Coordinamento lav. autoconvocatie di Roma (con striscione contro la crisi), partecipazione delle forze politiche di Prc, PdCi, Federazione della Sinistra, Pcl, Sinistra Critica, Piattaforma Comunista, coordinamenti di genitori.
Nella mattinata circa 300 persone complessivamente hanno partecipato al presidio, portando la loro solidarietà al camper dei lavoratori e lavoratrici ex EUTELIA e alla Fiom che stazionano da molto tempo di fronte alla Camera dei Deputati. Si sono succeduti diversi interventi ai megafoni e microfoni a disposizione, nonostante il caldo e la lunga attesa di una delegazione che è stata ricevuta dalla Commissione Istruzione e Cultura presieduta dalla deputata Aprea (Pdl, già sottosegretaria della Ministra Moratti alla Pubblica Istruzione nel precedente governo Berlusconi), la quale dopo aver ascoltato i coordinamenti dei precari scuola, ha RIBADITO LA NECESSITA’ DEI TAGLI su PERSONALE DOCENTE E ATA, DEI TAGLI ALLA SCUOLA, ostaggio dei tagli della manovra correttiva governativa, del blocco di assunzioni dei precari come nel resto del Pubblico Impiego, insomma rispondendo negativamente alle istanze dei precari e di fatto di tutte le situazioni che hanno sostenuto anche in questo ultimo anno le mobilitazioni nella scuola e nell’Università, analogamente a quanto si sta facendo anche per il Comparto degli Enti di Ricerca.
Uno stimolo alla prosecuzione delle iniziative a difesa del carattere pubblico, di massa e delle rivendicazioni espresse dal movimento della scuole e dell’istruzione, che riprenderà a settembre, pur registrando una minore forza in termini di efficacia e di incisività rispetto al passato. Alle 13 il presidio si è sciolto.
ORE 16 – PIAZZA DEL CAMPIDOGLIO MANIFESTAZIONE CITTADINA ROMANA in occasione del dibattito in Consiglio Comunale su ROMA CAPITALE e propedeutico al Bilancio del Comune 2010. Un ampio cartello di forze sociali e politiche, dai movimenti di lotta per il diritto all’abitare (Coordinamento di lotta per la casa, Blocchi Precari Metropolitani Obiettivo Casa), alle molte vertenze lavorative della città presenti e in maggioranza coperte da assemblee sindacali indette dalle rappresentanze sindacali Usi Ait che sono parte attiva della resistenza sui posti di lavoro (dai canili comunali esternalizzati con procedura di licenziamento collettivo di tutti-e i 112 dipendenti, al personale dell’azienda Speciale Comunale Farmacap che si oppongono alla privatizzazione di farmacie comunali, dismissione dei servizi sociali di teleassistenza agli anziani e dell’asilo nido, al personale della Zètema azienda a capitale comunale che si occupa dei servizi culturali dai musei alle biblioteche, in agitazione per il rinnovo del contratto aziendale e contro la mercificazione della cultura sottoposta a pesanti tagli e ristrutturazioni, al personale comunale specie bibliotecari e educatrici di asilo nido in lotta contro tagli ai servizi, blocchi di assunzioni e riqualificazioni, aumenti di tariffe dei servizi culturali ed educativi, ai giardinieri e agli operai e operaie della Roma Multiservizi, con continue proroghe e in lotta per la internalizzazione dei servizi e l’assorbimento del personale al Comune, agli operatori e operatrici della Comunità Capodarco di Roma, in stato di agitazione da 25 giorni contro licenziamenti collettivi, pagamenti in ritardo di salari e tagli consistenti ai servizi erogati comunali e regionali, agli operatori e operatrici di cooperative sociali che erogano servizi socio assistenziali ed educativi a minori, anziani, diversamente abili, soggetti a rischio, scolarizzazione rom e gestione campi attrezzati, riuniti sotto la sigla “operatori sociali in lotta), le lavoratrici di Trambus Open sostenute dai Cobas presenti con le loro bandiere, la delegazione Usb con le Rsu del Comune, i gruppi di Generazione precaria e il coordinamento lav. autoconvocati-e di Roma, con delegati e delegate Rsu Rsa e Rls di vari posti di lavoro, le delegazioni di Sinistra Critica, Sinistra Ecologia e Libertà e della Federazione della Sinistra, con Prc e PdcI, il comitato cittadino del Teatro del Lido di Ostia aperto e occupato da 5 mesi, molte cittadine e cittadini con famiglie. Oltre un migliaio di persone che ha pacificamente svolto un presidio assemblea a Piazza del Campidoglio, che iniziato alle 16 si è protratto fino alle 21, con molti interventi dal microfono che hanno comunicato lo stato delle rispettive situazioni sul lavoro, hanno espresso la contrarietà alla politica da “lacrime e sangue” sul Bilancio capitolino di prossima discussione in Campidoglio, ai disagi per servizi pubblici fatiscenti per una grande città come Roma, alla mancanza di una programmazione e pianificazione delle risorse a disposizione, ai tagli sui servizi fondamentali e ai preannunciati aumenti delle tariffe, dai nidi, ai trasporti pubblici, ai rifiuti, alle promesse di soluzione per le politiche abitative e gli spazi, a fronte di spese giudicate eccessive per consulenze esterne e spese per gabinetto del sindaco, ufficio stampa.
Verso le 19 una delegazione delle varie situazioni promotrici dell’iniziativa, è stata ricevuta dal Capogruppo di maggioranza del Pdl Gramazio, con i capigruppo e consiglieri di opposizione Alzetta (Sin. Arcobaleno- Roma in Action), Azuni (Sin. Ecologia e Libertà) Masini (Pd) e Quadrana (lista per Rutelli), dove è stato dato risalto e fatta una fotografia delle situazioni lavorative, sulla casa, sui servizi sociali e cultuali oggetto della manovra di Bilancio e che necessitano di un intervento del Comune.
Sono state fatte richieste e proposte (per la Usi Ait, oltre all’intervento sui canili comunali e sui servizi culturali , si sono esplicitate le richieste su Roma Multiservizi e Farmacap), anche in ordine agli aumenti delle tariffe sui nidi, sulle questioni del personale da assumere, sui servizi socio assistenziali ed educativi da internalizzare e da verificare per la loro importanza sulle fasce sociali più deboli e per la tutela occupazionale e salariale, sulle politiche della casa e gli spazi culturali e sociali, compresa l’operazione della vendita per “fare cassa” degli immobili militari (caserme), delle discriminazioni subite dalle lavoratrici di Trambus Open su salari e condizioni di lavoro in questi ultimi due anni, su un caso particolare il capogruppo Pdl Gramazio si è impegnato a verificare quanto denunciato dalla lavoratrice.
Al termine del confronto terminato alle 20.45, si è OTTENUTO UN TAVOLO PER L’APPROFONDIMENTO DELLE QUESTIONI SOLLEVATE E I PERCORSI PER LE POSSIBILI SOLUZIONE POLITICHE, IN VISTA DEL VOTO SUL BILANCIO, PER GIOVEDI’ 22 LUGLIO ALLE 10 A VIA DELLE VERGINI 18 PRESSO I GRUPPI CONSILIARI, CON LA LORO PARTECIPAZIONE E QUELLA DEI PRESIDENTI DELLE COMMISSIONI CONSILIARI PERMANENTI, con l’invito chiesto dalla delegazione degli Assessori e in prospettiva di una presa di posizione del Sindaco di Roma.
Un risultato complessivamente positivo, sia per la riuscita della manifestazione, che ha visto su punti in comune riuniti lavoratori e lavoratrici, movimenti di lotta per la casa e sui servizi sociali, forze politiche, di solito mobilitatesi con iniziative separate, sia per l’apertura di un tavolo di confronto con la maggioranza politica del governo della città su questioni concrete e senza pregiudiziali o veti politici, una occasione da non sprecare e da non far rimanere un episodio particolare.
Per le strutture di posto di lavoro autorganizzate, si è trattato della prosecuzione dell’incontro pubblico fatto il 7 luglio su “IL BILANCIO CHE VOGLIAMO”, con un passaggio il 15 luglio che oltre ai punti di critica sul bilancio e sui tagli dell’Ente Locale e agli Enti Locali dalla manovra correttiva governativa, ha permesso di elaborare una serie di proposte e soluzioni concrete da sottoporre nei prossimi momenti di iniziativa.
Appuntamento di preparazione dell’incontro con le forze politiche consiliari, è stato lanciato al termine della manifestazione assemblea per MARTEDI’ 20 ALLE 18.30 AL CINETEATRO VOLTUNO OCCUPATO in via Volturno (vicino alla Stazione Termini), dove le situazioni promotrici dell’iniziativa del 15 luglio e quelle interessate, si confronteranno per un intervento della delegazione maggiormente incisivo e compatto.
Un ringraziamento va fatto alle tante lavoratrici e ai lavoratori che hanno seguito l’indicazione data dalle rappresentanze sindacali aziendali della Usi Ait, con una significativa e visibile presenza di piazza, anche se non tutte le situazioni sono intervenute nell’assemblea a piazza del Campidoglio e non hanno potuto far salire loro portavoce all’incontro (a causa della solita riduzione sul numero delle persone in delegazione), si è riusciti comunque a rompere l’isolamento e la frammentazione delle tante lotte e vertenze in corso nella città di Roma e far sentire un peso e un sostegno forte anche a chi ha rappresentato le loro ragioni nell’incontro con i capigruppo, con l’impegno da parte della Usi Ait di continuare a fare da portavoce alle varie istanze lavorative e sociali, dando un impulso a percorsi di coordinamento e di unità di azione con esperienze molto diverse e provenienti da altri ambiti di opposizione alle politiche di smantellamento di servizi, precarietà e privatizzazione.
UNIONE SINDACALE ITALIANA Usi Ait Largo Veratti 25 usiait1@virgilio.it
Rappresentanze sindacali aziendali - coordinamenti Comune di Roma, aziende comunali, servizi in appalto. |
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| Terra e mare al tempo del petrolio

Terra e mare al tempo del petrolio: Il sud nel mirino delle compagnie petrolifere.
Mentre la marea nel golfo del Messico sta consumando una Chernobyl dei mari dopo l’esplosione della piattaforma petrolifera Deepwater Horizon - con l'interdizione della pesca per questioni sanitarie nel 25 per cento dell’intero Golfo del Messico, il governo degli Stati Uniti ha varato una moratoria sulle trivellazioni off shore e pensa a severe misure restrittive e di controllo sulle piattaforme marine esistenti. Da aggiungere a limiti molto severi già presenti nel regolamento delle estrazioni marine, visto che in California, ad esempio, non si può perforare in mare entro gli 80 km dalla costa. maggiori informazioni ... |
| “ E NUN CE VONNO STA “

“ E NUN CE'VONNO STA“
Per tentare di parare la botta mediatica della consegna in Cassazione di oltre 1.400.000 firme referendarie per la ripubblicizzazione dell’acqua - per la prima volta in tre mesi anche i grandi network mediatici non hanno potuto sottacere la portata dell’evento - i paladini dell’acqua privata sono subito usciti allo scoperto autoproclamandosi “ Comitato per il NO”, già dal 21 luglio !
La mossa maldestra ma esplicita di questo partito trasversale, di cui fanno parte parlamentari- attivisti-amministratori di entrambi gli schieramenti, è quella di condizionare la Corte Costituzionale nella legittimazione dei nostri 3 referendum. maggiori informazioni ... |
| Pontina Polverini - NOTAV e Forum |
| STATALE 36, LA STRADA DEI FURBETTI COSTA 228 MILIONI PER 4 CHILOMETRI
Di seguito un esempio di che cos'é Impregilo e company !
STATALE 36, LA STRADA DEI FURBETTI COSTA 228 MILIONI PER 4 CHILOMETRI
Lago di Como, l’appalto è della triade Benetton-Ligresti-Gavio
di Daniele Martini, “Il Fatto Quotidiano”, 14 lug. 2010
Sono i quattro chilometri più incredibili della storia stradale nazionale. Quattro chilometri e 272 metri per l’esattezza, dal chilometro 8,555 al chilometro 12,827 della statale 36 del Lago di Como e dello Spluga compreso lo svincolo al chilometro 9,030 di Cinisello Balsamo. Sapete quando è cominciata la vicenda di quel pezzettino di asfalto? Dieci anni fa. Sapete quanta strada è stata costruita nel frattempo dal gigante delle costruzioni Impregilo della triade Benetton-Ligresti-Gavio che si è aggiudicato l’appalto? Il 34 per cento, secondo quanto ufficialmente dichiarato dall’Anas al Fatto, 1.452 metri, con una progressione di 145 metri e 20 centimetri circa all’anno. C’è di uguale nel mondo? Badate bene, quei 4 chilometri non collegano con ponti arditi le sponde del lago, non sono in una zona montuosa da bucare come un groviera con i tunnel e neppure in una landa desolata o disseminata di reperti archeologici ovunque nel sottosuolo che costringono a fermare i lavori. Quel pezzetto di strada si trova nel bel mezzo della pianura padana, in una situazione tra le più lineari e prevedibili per la realizzazione di una via pubblica.
I COSTI STIMATI. Sapete quanto era previsto che costasse all’inizio quella strada? 93 milioni di euro di lavori che poi salivano a 116 con le spese per gli espropri, le prove di collaudo e l’eliminazione di interferenze varie (elettrodotti, cavi, condutture, impianti etc.). Un numero spropositato di interferenze, cioè impedimenti spesso non previsti nel progetto originario anche se assolutamente prevedibili, quasi un centinaio, alcuni veramente macroscopici. Pare addirittura che i progettisti non si siano accorti che da quelle parti passa il metanodotto della Snam, un tubo di quasi 2 metri di diametro che attraversa mezza Europa e mezza Italia.
E QUELLI EFFETTIVI. Sapete quanto costeranno quei quattro chilometri alla fine? A dicembre 2007 l’importo era già salito a 146 milioni di euro a cui però andavano aggiunti altri soldi per nuovi espropri, non meglio precisate spese tecniche e varie così da arrivare a un totale di 187 milioni. Nel frattempo i comuni della zona hanno richiesto “ulteriori interventi” e i tecnici si sono accorti che ci sono altre “interferenze” da eliminare, cosicché il costo della sfortunata statale 36 del lago di Como è ufficialmente salito (dati Anas) alla bella cifra di 228 milioni di euro. E non è finita perché la stessa Anas informa che “sarà necessario prevedere una seconda perizia di variante tecnica”, altri 36 milioni di euro almeno, e così il totale sale a 264 milioni. L’importo a chilometro che all’inizio era di circa 27 milioni di euro in dieci anni è arrivato a 61,7. Qualcuno si è bruciato la carriera con questa storia? Qualcuno ha dovuto rendere conto per i ritardi e la lievitazione dei costi? La Corte dei Conti ha avviato qualche procedura per accertare le responsabilità per gli eventuali danni erariali? Non risulta. Il progetto originario per la statale 36 fu elaborato nel 2000 dalla società Bonifica ai tempi in cui amministratore era Massimo Averardi che qualche tempo dopo, forse come ricompensa per quel piano evidentemente mal studiato, fu assunto dall’Anas in qualità di direttore della progettazione, una qualifica che gli consentì di esaminare e ovviamente di approvare il suo stesso progetto.
TENGO FAMIGLIA. Sui lavori hanno poi vigilato due diversi responsabili della società delle strade: Angelo Adamo e Vittoriano Picca. Il primo nel 2005 redige un verbale in cui enumera pedissequamente i clamorosi errori di progettazione dell’opera per arrivare alla fine ad una conclusione sorprendente e clamorosa. Non dice: fermi tutti, quel piano è irrealizzabile. Anzi, dà il suo ok alla stipula del contratto con Impregilo. Qualche tempo dopo Adamo è andato in pensione e al Compartimento di Torino è stato assunto il figlio, Francesco Giuseppe. Anche Picca, il secondo responsabile del procedimento per la statale del lago di Como, ha formalmente lasciato l’Anas e anche a lui l’azienda delle strade ha assunto i figli, Elisabetta al compartimento di Bari e Ernesto a Napoli. In più ha ottenuto un contratto a termine, è stato promosso all’Ispettorato di controllo e gli è stato affidato un incarico a progetto. Per seguire quale lavoro? La statale del Lago di Como, ovviamente. Non è finita. Nel frattempo è andato in pensione pure il potentissimo direttore centrale dei lavori Anas, Michele Minenna, ma anche lui non ha affatto lasciato l’azienda, ha continuato a svolgere la stessa mansione con un contratto a tempo, rinnovato periodicamente, e poi è stato nominato Condirettore generale. Incarico che gli ha consentito di firmare il contratto di consulenza per la statale del lago di Como all’altro pensionato Picca. Infine il presidente e direttore generale dell’azienda stradale pubblica, Pietro Ciucci. Nel verbale di accordo con Impregilo per la prima perizia di variante da lui firmato il 28 settembre 2007 e successivamente in Consiglio di amministrazione, Ciucci inspiegabilmente modifica le motivazioni alla base della stessa perizia di variante: non più errori progettuali (articolo 25, comma 1, lettera d della legge 109/94), come è nella realtà, come aveva dichiarato a suo tempo l’ingegner Adamo e come sta scritto nel contratto di appalto con Impregilo, ma “rinvenimenti non prevedibili” (tipo un tempio romano o altri reperti archeologici che lì non ci sono e comunque non sono mai stati rintracciati). Nel verbale scompare la originaria lettera d e subentra la b-bis che infine diventa lettera c dell’articolo 132 del decreto legislativo 163 del 2006. A prima vista si tratta di modifiche impercettibili, ma le conseguenze pratiche sono dirompenti: la responsabilità per i maggiori lavori (e i maggiori costi, una cinquantina di milioni di euro, che Anas riconosce ad Impregilo) non è più imputabile ad un errore progettuale, ma frutto di un caso fortuito, un “rinvenimento non prevedibile”, appunto.
Conclusione: nessuno ha colpa e quindi nessuno dei manager coinvolti nell’affare ci rimette, anzi, fanno tutti carriera. I lavori, però, non vanno avanti, i costi schizzano alle stelle, l’Anas paga senza batter ciglio, Impregilo incassa. E intanto i pedaggi autostradali aumentano.
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| Gli attivisti no ponte parlano il linguaggio della democrazia
Gli attivisti no ponte parlano il linguaggio della democrazia.
Il Senato Accademico quello della corporazione
Si è svolto nel pomeriggio di oggi, davanti al Rettorato dell’Università di Messina, il sit-in indetto dalla Rete No Ponte per contestare la decisione di assegnare ad Eurolink (General Contractor per la progettazione e l’esecuzione dei lavori del ponte sullo stretto) un intero edificio del Polo scientifico di Papardo di 4.400 Mq., destinato in precedenza alla nascita di “nuove imprese”, frutto di ricerca e di innovazione. A queste – costituite in particolare da giovani laureati – sarebbero stati garantiti, secondo l’originaria destinazione, spazi, servizi e strumenti a costo contenuto. FUORI IL PONTE DALL’UNIVERSITA’, questo lo slogan dell’iniziativa della Rete No Ponte, aveva, inoltre, il significato di rivendicare ai saperi critici e alla democrazia, e non alla subordinazione all’impresa, il principale luogo della formazione. maggiori informazioni ... |
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| "Per il sostegno al Progetto Comunisti Uniti" -

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| IRROMPIAMO SUL BILANCIO…PRESENTIAMO IL CONTO AD ALEMANNO!
PRESENTIAMO IL CONTO AD ALEMANNO
GIOVEDI 15 LUGLIO ORE 16
MANIFESTAZIONE IN CAMPIDOGLIO
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IRROMPIAMO SUL BILANCIO…PRESENTIAMO IL CONTO AD ALEMANNO!
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Ancora una volta assistiamo a un balletto mediatico attorno ad una manovra finanziaria che si vorrebbe far passare per una necessità da digerire in silenzio, proprio mentre colpisce inesorabilmente e nuovamente i servizi sociali e i circuiti delle cultura indipendente, penalizza il mondo del lavoro e della cooperazione, dimentica e aggrava l’emergenza abitativa investendo sull’idea di una “città vetrina”, sulla politica dei cosiddetti grandi eventi (grandi per chi?), scommettendo sulla rendita immobiliare e il consumo di suolo.
Anche i progetti di housing sociale che si vuole, con una tempistica furbesca, associare alla discussione sul bilancio, non solo sono in realtà lontani a venire, ma prevederanno case ancora troppo costose che non serviranno ad affrontare e risolvere l’emergenza profonda in cui stanno vorticosamente cadendo tutti i settori sociali colpiti dalla crisi. In un contesto nel quale l’impatto della crisi nel 2009 classifica Roma come la capitale della precarietà in Italia, dove la precarizzazione del mercato del lavoro colpisce soprattutto le giovani generazioni strette tra contratti a termine, stage, lavori intermittenti e dove i tassi di disoccupazione giovanile sono tra i più alti d’Europa.
Le parole di Alemanno sono simili a quelle usate da Berlusconi: il termine “sacrifici” risuona come un tetro presagio insieme ad una generica e mediatica attenzione verso le famiglie e le fasce sociali deboli. La falsità di queste argomentazioni è evidenziata non solo dalla lettura del bilancio (fatti), ma soprattutto dal susseguirsi di iniziative che investono come controparte il Comune di Roma in questi giorni: il personale comunale sia precario che di ruolo a partire da quello dei nidi e delle scuole dell'infanzia, gli operatori sociali, i lavoratori dei canili comunali, i movimenti per il diritto all’abitare, le reti sociali per i beni comuni e per la difesa dell’ambiente, le associazioni e gli spazi sociali che producono cultura indipendente e tanto altro spesso oscurato dalla cappa mediatica che sindaco dopo sindaco continua ad avvolgere la nostra città. Rivendicazioni e lotte unite da un unico filo conduttore: la denuncia che gli “sprechi” vanno cercati nelle consulenze pagate a peso d’oro, nei tanti soldi dispersi in mani amiche, nelle ruberie di una classe politica ormai in buona parte completamente asservita agli interessi privati. L'urlo collettivo di chi si rifiuta di pagare ancora una volta il prezzo salato della loro crisi.
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| Riflessioni del compagno Fidel
L’ALTRA TRAGEDIA
Martedì 13 Luglio, durante la mia riunione con gli economisti del CIEM, ho parlato con loro dell'eccellente documentario del regista francese Yann Arthus-Bertrand, a cui hanno partecipato le più illustri ed informate personalità internazionali. Tratta dell'altro terribile pericolo per la specie umana che sta accadendo davanti ai nostri occhi: la distruzione dell'ecosistema.
Il documentario afferma in modo chiaro e lapidario:
"Nella grande avventura della vita sulla Terra, ogni specie deve giocare un ruolo, ogni specie ha il suo posto. Nessuna è inutile o dannosa, tutte si bilanciano. E lì è dove tu, homo sapiens, essere umano intelligente, entri nella storia. Ti benefici di una favolosa eredità di 4.000 milioni di anni, fornita dalla Terra. Hai solamente 200.000 anni, ma hai già cambiato il volto del mondo."
"L'invenzione dell'agricoltura ha cambiato la nostra storia. È stato meno di 10.000 anni fa."
"L'agricoltura fu la nostra prima grande rivoluzione. Derivò dalle prime eccedenze e permise la nascita di città e civiltà. I ricordi di migliaia di anni alla ricerca di cibo, svanirono. Avendo fatto del grano il sale della vita, moltiplicammo il numero delle varietà ed imparammo ad adattarli ai nostri suoli ed ai nostri climi. Siamo come tutte le specie della Terra. La nostra principale preoccupazione giornaliera è quella d'alimentarci. Quando il suolo è meno generoso e l'acqua diventa scarsa, siamo capaci di fare sforzi prodigiosi per estrarre dalla terra il sufficiente per continuare a vivere."
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| «Benedetto nucleare» Spot atomico dalle diocesi
Il nucleare è cosa buona e giusta. L’undicesimo comandamento suonerebbe così, secondo l’opuscolo dal messianico titolo Energia per il futuro : quarantasette pagine di omelia incondizionata a favore dell’energia dell’atomo, confezionate dalla MAB.q – agenzia che cura la comunicazione dell’Enel – e distribuite urbi et orbi in allegato con i periodici ufficiali di diverse diocesi italiane, da Oristano a Trento, da Agrigento a Padova. La benedizione atomica, si legge nell’opuscolo, arriverebbe proprio dal Pontefice il quale «ha auspicato l’uso pacifico della tecnologia nucleare». Nessun dubbio: qualche riga più in là emerge ancora più netto l’orientamento della Chiesa, «la cui posizione ufficiale in materia è stata espressa dal cardinale Renato Raffaele Martino, presidente emerito del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace: “La Santa Sede è favorevole e sostiene l’uso pacifico dell’energia nucleare, mentre ne avversa l’utilizzo militare”». Seguono quaranta e più pagine di spot cuciti addosso all’idea che l’atomo sia una scelta salvifica: pulita, sicura, poco costosa, capace di rinfilare l’Italia dentro i tetti fissati dal protocollo di Kyoto. Peccato che se e quando si metteranno in moto i reattori nucleari, l’Italia sarà già in ritardo per il rispetto degli accordi sul clima. Ma tant'è: quale sponsor migliore, per l’atomico made in Italy, di un viatico religioso? Scopri lo sponsor I giornali delle diocesi prendono le distanze dai contenuti: non sono stati loro a redarre l’opuscolo, si sono limitati a ospitarlo come una pubblicità, anche se in nessuna pagina sta scritto che si tratta di un’inserzione a pagamento e men che meno da chi è finanziata. Per capire chi in realtà abbia firmato questa operazione di sdoganamento catto-nucleare, facendola passare per un’obiettiva e asettica informazione, bisogna scivolare fino all’ultima pagina. maggiori informazioni ... |
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